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	<title>MicheleCamp-Innovazione e...molto altro!!!</title>
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		<title>Le proposte postate su ADI (Agenda digitale italiana)&#8230;e l&#8217;innovazione nella produzione dove sta???</title>
		<link>http://www.michelecamp.it/archives/2825</link>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 10:41:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>m.vianello</dc:creator>
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		<category><![CDATA[agenda digitale]]></category>
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		<description><![CDATA[Come tutti sanno da qualche tempo è possibile postare su ADI-IDEARIO proposte che si presume verranno utilizzate per definire l’agenda digitale italiana. La logica e gli intendimenti di base sono assolutamente condivisibili. Utilizzare la rete come catalizzatore di idee e proposte, farle valutare da una community, rappresenta un cambio di metodo e di passo che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.michelecamp.it/wp-content/uploads/2012/05/imgres1.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-2826" title="imgres" src="http://www.michelecamp.it/wp-content/uploads/2012/05/imgres1.jpeg" alt="" width="299" height="168" /></a></p>
<p>Come tutti sanno da qualche tempo è possibile postare su <a href="http://adi.ideascale.com/a/ideafactory.do?id=18808&amp;mode=top&amp;discussionFilter=active&amp;target=home">ADI-IDEARIO</a> proposte che si presume verranno utilizzate per definire l’agenda digitale italiana.</p>
<p>La logica e gli intendimenti di base sono assolutamente condivisibili. Utilizzare la rete come catalizzatore di idee e proposte, farle valutare da una community, rappresenta un cambio di metodo e di passo che va segnalato come positivo nel nostro Paese. Tuttavia non dobbiamo essere schiavi di una community se questa esprime un&#8217;ottica non condivisibile.</p>
<p>Sono andato ad “occhieggiare”<a href="http://adi.ideascale.com/a/ideafactory.do?id=18808&amp;mode=hot&amp;discussionFilter=active"> gli hot</a>, i progetti più votati dalla community. Mi sono detto, forse trovo qualche buona idea da incubare qui al <a href="http://www.vegapark.ve.it">Parco</a>.</p>
<p>E, in tutti i casi, la lettura degli &#8220;hot&#8221; rappresenta uno strumento di percezione su come la community &#8220;degli innovatori&#8221; italiani concepisce &#8220;l&#8217;innovazione digitale&#8221; (scusate la ripetizione).</p>
<p>Le due proposte più votate &#8220;Book in progress&#8221; e &#8220;Dal libro di testo al remix digitale&#8221; rappresentano una corretta richiesta di innovare le metodologie di insegnamento in Italia. Non si tratta, banalmente di &#8220;digitalizzare l&#8217;esistente&#8221;, ma di dare avvio ad un processo di condivisione e di apprendimento su WEB. L&#8217;unica mia osservazione alle proposte è che si potrebbero adottare piattaforme WIKI, concepite per la condivisione e la divulgazione del sapere, senza troppe &#8220;invenzioni&#8221;.</p>
<p>Il  tema della condivisione delle idee, il cambiamento dei modi di insegnamento è in tutti i casi l&#8217;argomento maggiormente gradito e apprezzato dalla community. Però, quanta genericità e ingenuità!!!!</p>
<p>Poi, siamo alle perorazioni. &#8220;Wi-fi pubblico in tutte le piazze luoghi pubblici&#8221;, &#8220;Easy wi-fi&#8221;, &#8220;Banda larga anzi larghissima per tutte le scuole&#8221;.</p>
<p>Chi mi conosce sa quanto, in era pioneristica, mi sia battuto (e abbia fatto) per la diffusione della connettività. La definizione di &#8220;cittadinanza digitale&#8221; la ho coniata io, senza false modestie.</p>
<p>Qui però siamo agli inviti, senza un modello di business e di sviluppo. E&#8217; diffusissima l&#8217;idea che wifi e banda larga siano la stessa cosa, ad esempio, nelle biblioteche pubbliche fibra ottica, non wifi.</p>
<p>In generale, un insieme di idee non molto approfondite.</p>
<p>Ciò che mi ha colpito negativamente è che non ci siano proposte inerenti l&#8217;influenza -decisiva- che la digitalizzazione ha sulla produzione, sull&#8217;apparato produttivo, in primis sui distretti produttivi italiani.</p>
<p>La mia conclusione è che si sia radicata nei nostri &#8220;internauti&#8221; l&#8217;idea che l&#8217;innovazione si deve fare prevalentemente nella Pubblica Amministrazione, o grazie all&#8217;intervento pubblico. Spesso queste convinzioni si intrecciano  con la cultura antipolitica un pò troppo &#8220;di moda&#8221; di questi tempi.</p>
<p>Ovviamente la digitalizzazione deve investire tutto il mondo pubblico, della formazione e dell&#8217;insegnamento. Bisogna anche sapere che se a questa improrogabile dose di innovazione non segue poi un taglio del personale e un ricambio generazionale non si otterrà alcun effetto.</p>
<p>Ma l&#8217;innovazione digitale deve colpire in primis l&#8217;industria e i servizi privati. Su questo proposte quasi zero.</p>
<p>Mi auguro allora che la Cabina dell&#8217;Agenda Digitale non segua i nostri &#8220;internauti e orienti le poche risorse disponibili in altre direzioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Bruce Springsteen e la “mobilità sociale”</title>
		<link>http://www.michelecamp.it/archives/2821</link>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 12:01:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>m.vianello</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Bruce Springsteen]]></category>
		<category><![CDATA[mobilità sociale]]></category>
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		<description><![CDATA[Dall’intervista rilasciata dal Boss al Corriere della Sera: “&#8230;Abbiamo ancora un figlio a casa: è all’ultimo anno di high school e ha bisogno di avere qualcuno vicino. L’anno prossimo se ne saranno andati tutti di casa e potremo andare in tour più spesso”. E’ la grande forza dei paesi anglosassoni, l’ingresso all’Università rappresenta l’ingresso nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.michelecamp.it/wp-content/uploads/2012/05/Bruce.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-2823" title="Bruce" src="http://www.michelecamp.it/wp-content/uploads/2012/05/Bruce.jpeg" alt="" width="460" height="312" /></a></p>
<p>Dall’intervista rilasciata dal Boss al Corriere della Sera: “&#8230;Abbiamo ancora un figlio a casa: è all’ultimo anno di high school e ha bisogno di avere qualcuno vicino. L’anno prossimo <strong>se ne saranno andati tutti di casa</strong> e potremo andare in tour più spesso”.</p>
<p>E’ la grande forza dei paesi anglosassoni, l’ingresso all’Università rappresenta l’ingresso nella vita adulta, il distacco dalla famiglia, l’inizio della mobilità geografica e sociale.</p>
<p>In Italia il “mito” della famiglia ci vincola, ci ferma, ci immobilizza, ci rende socialmente statici.</p>
<p>La colpa non è dei figli, la colpa è dei padri che fanno il mutuo per aiutare i figli ad avere una casa in proprietà, magari nello stesso edificio.</p>
<p>Negli Stati Uniti il mutuo si fa per pagare l’Università, in Italia per comprarsi la casa e vincolarsi a vita ad un territorio e a un lavoro.</p>
<p>E’ questo modello che va abbandonato. La crisi ha messo in discussione questo modello. E’ questo modello la causa delle nostre difficoltà.</p>
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		<title>Nuova carta con micro chip???</title>
		<link>http://www.michelecamp.it/archives/2818</link>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 10:09:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>m.vianello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[cloud computing]]></category>
		<category><![CDATA[micro chip]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Governo, giustamente, insiste sulla necessità di varare misure che incentivino in Italia l&#8217;uso della rete e dell&#8217;I.T.. Ovviamente l&#8217;incentivazione all&#8217;uso di tecnologie I.T. non dovrebbe essere di tipo &#8220;incrementale&#8221; bensì di tipo qualitativo, intelligente, smart. Un articolo apparso oggi su La Repubblica annuncia un cambiamento del nostro sistema contributivo al Servizio Sanitario Nazionale. In [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.michelecamp.it/wp-content/uploads/2012/05/chip.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-2819" title="chip" src="http://www.michelecamp.it/wp-content/uploads/2012/05/chip.jpeg" alt="" width="450" height="338" /></a></p>
<p>Il Governo, giustamente, insiste sulla necessità di varare misure che incentivino in Italia l&#8217;uso della rete e dell&#8217;I.T..</p>
<p>Ovviamente l&#8217;incentivazione all&#8217;uso di tecnologie I.T. non dovrebbe essere di tipo &#8220;incrementale&#8221; bensì di tipo qualitativo, intelligente, smart.</p>
<p>Un <a href="http://www.repubblica.it/salute/2012/05/12/news/addio_ticket-34962956/?ref=HRER2-1">articolo apparso oggi su La Repubblica</a> annuncia un cambiamento del nostro sistema contributivo al Servizio Sanitario Nazionale.</p>
<p>In questa sede mi interessa sottolineare questa &#8220;inquietante&#8221; sottolineatura: &#8220;Chi terrà questa contabilità? Una tessera sanitaria intelligente, dotata di chip come un bancomat, che sostituirà di qui ad un anno le attuali tessere.&#8221;.</p>
<p>Ancora chip, in epoca di cloud computing, di memoria infinita in rete a costi praticamente &#8220;zero&#8221;.</p>
<p>Vuole la cabina di regia dell&#8217;<a href="http://www.governo.it/GovernoInforma/dialogo/aree/allegati/agenda_digitale/agenda_digitale.pdf">Agenda Digitale</a> occuparsi di questa incommensurabile e costosa sciocchezza?</p>
<p>I dati stanno su cloud, si può accedere anche in mobilità, esistono gli smart phone e le apps per collegarsi. E&#8217;difficile???</p>
<p><a href="http://www.michelecamp.it/archives/2775">Dell&#8217;argomento ho già scritto, se volete approfondire.</a></p>
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		<title>Incubatori d&#8217;impresa oltre la leggenda</title>
		<link>http://www.michelecamp.it/archives/2815</link>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 08:35:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>m.vianello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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		<description><![CDATA[A Pescara al WEb Festival 2012. Mi chiamano a parlare di Incubatori di Impresa, soprattutto di VEGA inCUBE. Vi lascio le mie slide, ma soprattutto richiamo la vostra attenzione su questo bellissimo articolo del consigliere per l&#8217;innovazione di Hillary Clinton, Alec Ross. Il titolo: &#8220;Le nuove imprese digitali crescono se sanno rischiare (e anche fallire)&#8221;. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.michelecamp.it/wp-content/uploads/2012/05/Presentazione-web-festival-11-maggio-2012.jpg"><img class="alignnone  wp-image-2816" title="Presentazione web festival 11 maggio 2012" src="http://www.michelecamp.it/wp-content/uploads/2012/05/Presentazione-web-festival-11-maggio-2012.jpg" alt="" width="560" height="420" /></a></p>
<p>A Pescara al WEb Festival 2012.</p>
<p>Mi chiamano a parlare di Incubatori di Impresa, soprattutto di <a href="http://www.vegapark.ve.it">VEGA inCUBE</a>.</p>
<p>Vi lascio le mie slide, ma soprattutto richiamo la vostra attenzione su questo bellissimo articolo del consigliere per l&#8217;innovazione di Hillary Clinton, Alec Ross. Il titolo:<a href="http://www.corriere.it/opinioni/12_maggio_09/ross-nuove-imprese-digitali-crescono_bafc40ea-99a5-11e1-85ab-3c2c8bfb44fd.shtml"> &#8220;Le nuove imprese digitali crescono se sanno rischiare (e anche fallire)&#8221;.</a></p>
<p>Potrei scrivere anche io gli stessi concetti, sentite questo: &#8220;&#8230; dobbiamo essere disposti ad accettare il profilo di rischio più alto che questa nuova forma d&#8217;imprenditoria comporta. Ciò significa non considerare il fallimento imprenditoriale come una disgrazia che rovina una persona e la sua reputazione. Una delle più importanti caratteristiche culturali della Silicon Valley, e una delle principali ragioni per cui tanta parte dell&#8217;innovazione mondiale continua ad arrivare da questa striscia di terra californiana lunga 90 chilometri, è proprio l&#8217;accettazione del rischio.&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div style="width:425px" id="__ss_12891015"> <strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/michelevianello/incunbatori-dimpresa-oltre-la-leggenda" title="Incunbatori d&#39;impresa oltre la leggenda" target="_blank">Incunbatori d&#39;impresa oltre la leggenda</a></strong> <iframe src="http://www.slideshare.net/slideshow/embed_code/12891015?rel=0" width="425" height="355" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
<div style="padding:5px 0 12px"> View more presentations from <a href="http://www.slideshare.net/michelevianello" target="_blank">Michele Vianello</a> </div>
</p></div>
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		<title>Social network per gli oggetti??? Non è una follia</title>
		<link>http://www.michelecamp.it/archives/2812</link>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 08:43:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>m.vianello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[internet of things]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa, preso da “follia creativa”, avevo spiegato ad alcuni amici che, se un oggetto acquisiva una propria identità web si verificavano tutte le condizioni per evidenziarne la sua “soggettività”. Conseguentemente, teorizzavo, non era impensabile la realizzazione di un social network per consentire il dialogo tra le persone e le cose. In fin dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.michelecamp.it/wp-content/uploads/2012/05/111211-internet-of-things.png"><img class="alignnone size-full wp-image-2813" title="111211-internet-of-things" src="http://www.michelecamp.it/wp-content/uploads/2012/05/111211-internet-of-things.png" alt="" width="446" height="283" /></a></p>
<p>Qualche giorno fa, preso da “follia creativa”, avevo spiegato ad alcuni amici che, se un oggetto acquisiva una propria identità web si verificavano tutte le condizioni per evidenziarne la sua “soggettività”.</p>
<p>Conseguentemente, teorizzavo, non era impensabile la realizzazione di un social network per consentire il dialogo tra le persone e le cose.</p>
<p>In fin dei conti, una città intelligente si fonda sui dialoghi tra le persone e le cose.</p>
<p>Naturalmente quando esprimo questi concetti tutti mi guardano come un matto.</p>
<p>E invece&#8230;</p>
<p>E invece leggete questo articolo <a href="http://gadget.wired.it/news/mondo_computer/2012/05/09/next-berlin-internet-of-much-more-things-09876.html">“Internet degli oggetti, se anche il detersivo ha diritto all’identità digitale”</a>.</p>
<p>Al <a href="http://nextberlin.eu/">NextBerlin 2012 </a>è stata presentata un’idea simile alla mia.</p>
<p>Non sono l’unico pazzo. E adesso?</p>
<p>E adesso cominciamo a ragionarci. E se gli open services passassero anche per un “Social” things network?</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Rispettiamo i nostri interlocutori. Consigli per i convegni sulle smart cities</title>
		<link>http://www.michelecamp.it/archives/2808</link>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 17:07:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>m.vianello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[smart cities]]></category>
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		<description><![CDATA[Corro, corro. Corro da un convegno, ad una conferenza, ad un meeting. Da città a città. L’argomento ormai comune, la moda del momento è la smart cities. Sembra il “balsamo di serpente”, quello dei film western. Mi chiedo: cosa vado a raccontare alla folla di amministratori, di cittadini, di imprese che mi vengono ad ascoltare? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.michelecamp.it/wp-content/uploads/2012/05/idee-per-fare-soldi-post.jpeg"><img class="alignnone  wp-image-2809" title="idee-per-fare-soldi-post" src="http://www.michelecamp.it/wp-content/uploads/2012/05/idee-per-fare-soldi-post.jpeg" alt="" width="450" height="338" /></a></p>
<p>Corro, corro. Corro da un convegno, ad una conferenza, ad un meeting. Da città a città.</p>
<p>L’argomento ormai comune, la moda del momento è la smart cities.</p>
<p>Sembra il “balsamo di serpente”, quello dei film western.</p>
<p>Mi chiedo: cosa vado a raccontare alla folla di amministratori, di cittadini, di imprese che mi vengono ad ascoltare?</p>
<p>Mi chiedo: cosa resta, cosa si sedimenta nella coscienza di queste persone costrette quotidianamente ad affrontare problemi grandi e piccoli in una città, alle prese con vincoli, con “patti di stabilità”, con la quotidiana “lamentela”? Costretti a fare i conti con le invettive dei demagoghi dell’ultima ora?</p>
<p>Troppo spesso gli diamo messaggi contraddittori, li illudiamo o li scoraggiamo inutilmente.</p>
<p>Cabine telefoniche “intelligenti” che si scontrano contro i semafori “intelligenti”. Smart grid che si “guardano in cagnesco” con le smarter town.</p>
<p>Forse è giunto il momento di rispettare i nostri spettatori, i nostri potenziali acquirenti, i cittadini.</p>
<p>Vorrei partecipare a convegni nei quali discutiamo di metriche, di strumenti di programmazione, di modalità di governance.</p>
<p>Usciamo dall’idea secondo la quale la città intelligente si costruisce attraverso una somma stocastica di “oggetti” intelligenti da propinare come se fossero un aspirapolvere.</p>
<p>Abbandoniamo l’illusione che le città si governano con gli strumenti e con la cultura del passato.</p>
<p>Siamo ormai in un mondo nuovo.</p>
<p>La “vecchia” cassetta degli attrezzi va messa in soffitta.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Proposte ai Ministri Passera e Profumo per finanziare e far nascere startup, incubatori ecc.</title>
		<link>http://www.michelecamp.it/archives/2805</link>
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		<pubDate>Sun, 06 May 2012 09:45:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>m.vianello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[incubatori di impresa]]></category>
		<category><![CDATA[Passera]]></category>
		<category><![CDATA[Profumo]]></category>
		<category><![CDATA[startup]]></category>
		<category><![CDATA[VEGAinCUBE]]></category>
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		<description><![CDATA[Ritorno ancora una volta sull’argomento startup. Molti mi hanno chiesto, se tu potessi parlare con i Ministri cosa gli proporresti concretamente. Mi permetto allora di avanzare una proposta concreta ai Ministri Passera e Profumo. Nelle prossime settimane il MIUR renderà noti i termini per partecipare ai bandi “Smart cities and communities” rivolti al centro-nord del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.michelecamp.it/wp-content/uploads/2012/05/VEGAinCUBE.jpeg"><img class="alignnone  wp-image-2806" title="VEGAinCUBE" src="http://www.michelecamp.it/wp-content/uploads/2012/05/VEGAinCUBE.jpeg" alt="" width="576" height="250" /></a></p>
<p>Ritorno ancora una volta sull’argomento startup.</p>
<p>Molti mi hanno chiesto, se tu potessi parlare con i Ministri cosa gli proporresti concretamente.</p>
<p>Mi permetto allora di avanzare una proposta concreta ai Ministri Passera e Profumo.</p>
<p>Nelle prossime settimane il MIUR renderà noti i termini per partecipare ai <a href="http://www.ponrec.it/bandi/smartcities.aspx">bandi “Smart cities and communities”</a> rivolti al centro-nord del Paese.</p>
<p>Se i termini di partecipazione e accesso a questo bando saranno eguali a quelli usati per il sud del Paese, le piccole e medie imprese, il mondo dei <a href="http://www.apsti.it/">Parchi Scientifici</a>, le startup ne saranno inevitabilmente esclusi.</p>
<p>La mia opinione è che la fase iniziale di vita di una startup (soprattutto se insediata in un Parco Scientifico &#8211; o in strutture analoghe), si basi sul finanziamento della ricerca e dell’industrializzazione di un prodotto/servizio. In una fase successiva vengono il venture ecc.ecc..</p>
<p>Sostengo, con altrettanta convinzione, che vanno escluse totalmente le forme di finanziamento pubblico “a pioggia”. Non basta essere giovani e con una buona idea per diventare imprenditori. Questo è assistenzialismo che non genera benefici duraturi per l’imprenditoria e per il Paese.</p>
<p>La proposta ai Ministri Profumo e Passera è allora la seguente:</p>
<ul>
<li>destinare il 10-20% delle risorse del bando smart cities and communities alle startup e agli incubatori;</li>
<li>ciò che andrà valutato e incentivato -nell’assegnazione delle risorse- saranno progetti/prodotti per una “città Intelligente ed ecosostenibile”;</li>
<li>nessun assistenzialismo, andranno finanziate A FONDO PERDUTO solo le idee/prodotti;</li>
<li>saranno finanziabili SOLO aziende che abbiamo meno di tre anni di vita;</li>
<li>andrebbero considerate con maggior favore startup che dichiarino la disponibilità MANIFESTATA da parte di una Comunità Locale che accetta  di far sperimentare le soluzioni proposte generando innovazione reale sul territorio;</li>
<li>andrebbero considerate come maggiormente innovative -sotto il profilo organizzativo- le idee frutto di contaminazione su piattaforme di crowdsourcing e in strutture di coworking.</li>
</ul>
<p>Inoltre, nella valutazione dei progetti (l’altro 80% delle risorse disponibili MIUR) riceverebbero un miglior punteggio le grandi aziende che schierano nella compagine progettuale, sostenendo gli oneri di compartecipazione, startup o incubatori di impresa.</p>
<p>Naturalmente affido questa mie proposte alle “vie sante del web” pregando coloro che le condividono di divulgarle (Twitter, Facebook, va tutto bene).</p>
<p>Colgo l&#8217;occasione per rendere noto con questo <a href="http://www.vegapark.ve.it/">link</a> ciò che abbiamo realizzato a VEGA inCUBE solo con risorse del Parco Scientifico.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>WEB 2.0 e Città Intelligente, le &#8220;strane&#8221; dimenticanze</title>
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		<pubDate>Sat, 05 May 2012 08:22:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>m.vianello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[città intelligente]]></category>
		<category><![CDATA[smart cities]]></category>
		<category><![CDATA[WEB 2.0]]></category>
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		<description><![CDATA[In questi giorni ho partecipato ad un bel pò di dibattiti sulle &#8220;Città Intelligenti&#8221;. Tutti presi dal vendere agli Amministratori oggetti (i soliti lampioni con wifi ecc.ecc.), o formule per essere più &#8220;smart&#8221;, ci si dimentica delle persone. Come il WEB 2.0 è stato per alcuni una moda passeggera, oggi la moda è tutto ciò [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.michelecamp.it/wp-content/uploads/2012/05/Presentazione-Bocconi-4-maggio-2013.jpg"><img class="alignnone  wp-image-2802" title="Presentazione Bocconi 4 maggio 2013" src="http://www.michelecamp.it/wp-content/uploads/2012/05/Presentazione-Bocconi-4-maggio-2013.jpg" alt="" width="480" height="360" /></a></p>
<p>In questi giorni ho partecipato ad un bel pò di dibattiti sulle &#8220;Città Intelligenti&#8221;.</p>
<p>Tutti presi dal vendere agli Amministratori oggetti (i soliti lampioni con wifi ecc.ecc.), o formule per essere più &#8220;smart&#8221;, ci si dimentica delle persone.</p>
<p>Come il WEB 2.0 è stato per alcuni una moda passeggera, oggi la moda è tutto ciò che è &#8220;smart&#8221;.</p>
<p>Rifletteteci bene. Non si sedimenta la conoscenza, non si sintetizza, non si pensa a lungo termine. Spesso sono mode.</p>
<p>Prima o poi anche l&#8217;open government, l&#8217;open data saranno moda.</p>
<p>In un ambiente diverso, l&#8217;Università Bocconi di Milano, ho provato ad illustrare ad un gruppo di studenti una realtà un pò più complessa, ricca, piena di prosettive.</p>
<p>Il tempo non era tantissimo. Non sono riuscito a spiegare come &#8220;organizzare una Città Intelligente&#8221;.</p>
<p>Lascio queste slide a chi avesse voglia di approfondire assieme a me questa realtà complessa ed affascinante.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div style="width:425px" id="__ss_12808282"> <strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/michelevianello/rapporti-tra-le-citt-intelligenti-e-il-web-20" title="Rapporti tra le Città Intelligenti e il WEB 2.0" target="_blank">Rapporti tra le Città Intelligenti e il WEB 2.0</a></strong> <iframe src="http://www.slideshare.net/slideshow/embed_code/12808282?rel=0" width="425" height="355" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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</p></div>
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		<title>Mi sono detto: giuro che scrivo a Passera</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 07:34:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>m.vianello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Passera]]></category>
		<category><![CDATA[VEGA]]></category>
		<category><![CDATA[VEGAinCUBE]]></category>
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		<description><![CDATA[Ieri a Vicenza il Ministro Passera, in un discorso bello ed efficace, ha affermato di voler affidare molto del futuro del Paese alla nascita di una generazione di nuove imprese. Ha informato la platea dell’insediamento di un comitato startup che in tre mesi dovrebbe formulare ipotesi da trasformare poi in provvedimenti legislativi. Ci ha invitato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.michelecamp.it/wp-content/uploads/2012/05/imgres.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-2799" title="imgres" src="http://www.michelecamp.it/wp-content/uploads/2012/05/imgres.jpeg" alt="" width="259" height="194" /></a></p>
<p>Ieri a Vicenza il Ministro Passera, in un discorso bello ed efficace, ha affermato di voler affidare molto del futuro del Paese alla nascita di una generazione di nuove imprese.</p>
<p>Ha informato la platea dell’insediamento di un comitato startup che in tre mesi dovrebbe formulare ipotesi da trasformare poi in provvedimenti legislativi.</p>
<p>Ci ha invitato a formulare proposte al “comitato startup” ed eventualmente a lui, in persona via mail.</p>
<p>Infine ci ha anticipato che il 26 maggio si recherà alla sede di HFarm per presiedere la riunione del Comitato.</p>
<p>Ho già avuto modo di scrivere nei giorni scorsi sull’argomento e di spiegare le ragioni di un vasto mondo di “startappari”, “nomadici”, e “coworker vari”. Peraltro qualche giorno fa <a href="http://www.apsti.it/">APSTI</a> (l’Associazione che riunisce i Parchi Scientifici e Tecnologici Italiani), che incuba da anni decine e decine di nuove imprese, ha inviato al Ministro un documento con le proprie dettagliate proposte.</p>
<p>Ieri abbiamo inaugurato <a href="http://www.vegapark.ve.it">VEGA inCUBE,</a> 19 nuove imprese ed uno spin off universitario. Il “rischio di impresa” se lo sta accollando -con piacere- il VEGA. Noi siamo già pronti a decollare (born to run è il motto non casuale dell’incubatore).</p>
<p>Invito, con grande piacere, il Ministro Passera a venire a bere il caffè da noi al VEGA e ad ascoltare i bisogni e a condividere sogni di chi ha scommesso il proprio avvenire sulla nascita di una impresa.</p>
<p>Lo aspettiamo con grande piacere, in fin dei conti, <a href="http://www.h-farmventures.com/it/">HFarm</a> è a due passi dal VEGA.</p>
<p>Come vedete non mando mail, né mi affido a canali e a relazioni che pure possiedo. Affido questa mia richiesta al web e ai social, strumenti molto più innovativi, chissà che il mio messaggio non trovi attenzione e giusta considerazione.</p>
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		<title>1 Maggio e lavoro per i giovani (&#8230;e non solo)</title>
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		<pubDate>Wed, 02 May 2012 06:50:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>m.vianello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[1 maggio]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; Come sempre tanta retorica il 1 maggio. Per carità, è inevitabile che sia anche così. Tanti rimpianti per il lavoro “quello che fu”, per il lavoro “fisso, sempre quello per tutta la vita”, tanti rimpianti per il “conflitto novecentesco”. I numeri, durissimi nella loro essenza e nell’assenza di aggettivi edulcoranti la realtà, ci restituiscono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.michelecamp.it/wp-content/uploads/2012/05/1_maggio.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-2796" title="1_maggio" src="http://www.michelecamp.it/wp-content/uploads/2012/05/1_maggio.jpeg" alt="" width="320" height="367" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come sempre tanta retorica il 1 maggio.</p>
<p>Per carità, è inevitabile che sia anche così.</p>
<p>Tanti rimpianti per il lavoro “quello che fu”, per il lavoro “fisso, sempre quello per tutta la vita”, tanti rimpianti per il “conflitto novecentesco”.</p>
<p>I numeri, durissimi nella loro essenza e nell’assenza di aggettivi edulcoranti la realtà, ci restituiscono una “vecchia economia” in crisi ormai da anni. La conseguenza è che nella vecchia Europa un giovane ogni cinque non ha un lavoro.</p>
<p>Gli stessi numeri ci raccontano invece un “mondo nuovo” che continua e cresce e a innovare, che crea posti di lavoro. Certamente è lavoro diverso da quello che conoscevamo, ma è così.</p>
<p>Vecchio e nuovo convivono. Un mondo sta morendo tragicamente, un nuovo mondo è già nato e cresce.</p>
<p>Si invoca una politica economica improntata ad aiutare la crescita. Ciò è corretto.</p>
<p>Dove investire le risorse pubbliche (poche) per favorire la crescita economica è meno chiaro. La sfilza di “genericità” a cui dobbiamo assistere è immensa perché tutti stanno difendendo tutto.</p>
<p>Perché non si ha il coraggio di dire che le scarse risorse pubbliche a cui attingere potranno essere rimpinguate solo recuperando produttività nella Pubblica Amministrazione?</p>
<p>Ovviamente, recuperare produttività nella P.A. implica investire massicciamente in tecnologie Internet oriented (il termine informatica non vuole dire nulla). Investire massicciamente sul web, sulle tecnologie I.T., ha come conseguenza una massiccia diminuzione degli occupati nella P.A. (ma anche nelle Poste, solo per fare un esempio).</p>
<p>Ciò che affermo sembra contrario alla necessità di sviluppare occupazione.</p>
<p>La crescita duratura, passa attraverso un processo di distruzione creativa.</p>
<p>Meno occupati nei posti improduttivi, più occupati nei luoghi di innovazione, è inevitabile.</p>
<p>Chiaramente sono processi che vanno gestiti per non lasciare sul terreno “morti e feriti”.</p>
<p>Ma le tanto invocate “nuove classi dirigenti” si potranno formare solo nella capacità di affrontare questi processi.</p>
<p>Vi lascio alla lettura di questo articolo apparso sul Corriere della Sera: “<a href="http://nuvola.corriere.it/2012/04/30/speciale-i-maggio-cinque-proposte-concrete-per-creare-lavoro/">Speciale 1 maggio, cinque proposte (concrete) per creare lavoro.</a>”. Ci sono molte cose correte che voglio lasciare alla vostra valutazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
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